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martedì 1 ottobre 2013

... ancora Prosecco

Personalmente dopo una sequenza del genere potrei anche appendere la bici al chiodo ! Complimenti al vincitore.


lunedì 30 settembre 2013

foto gf Prosecco Cycling 2013

Arrivo percorso corto
Per vedere l'album completo della Prosecco Cycling 2013 clicca qui



domenica 29 settembre 2013

gf Prosecco Cycling 2013


10ass. 3M3

Diciamoci la verità, un po' deluso per come è andata alla Prosecco Cycling lo sono ... Sarà per la lunga attesa in griglia sotto la pioggia, che da Valdo verso il Combai, per dirla alla Cassani, sembravo un paracarro ... mal di gambe terrificante, ormai mi passava anche mia nonna con la borsa della spesa sul manubrio ... sinceramente per un momento ho anche pensato al ritiro.

martedì 14 maggio 2013

gara: gf Vernaccia 2013

Prestazione così, così ...
Estrema sofferenza in salita,
quasi un parracarro (per dirla alla Cassani)
Buone doti da discesista
La scelta shamal è stata azzeccata
ruote non leggerissime come le carbo ma che consentono di ritardare la staccata come piace a me.
Mi chiedo come tanti corridori persistono a montare ruote in carbonio nelle gf per poi vederli frenare mezzo kilometro prima di un tornante
BOHH!

venerdì 30 dicembre 2011

gf sportful dolomiti race 2012

FELTRE
L’anno sta per finire e con esso scatteranno anche gli aumenti delle quote di   iscrizione alle manifestazioni organizzate dal Pedale Feltrino Tbh: la gran fondo Sportful Dolomiti Race (17 giugno) e la 24 ore, Castelli (8-9 giugno).
Dal 1 gennaio scatteranno gli aumenti, ma sono già tantissimi i ciclisti da tutto il mondo pronti a partire da Via Campogiorgio per affrontare 216 km e 5.300 metri di dislivello scalando le Dolomiti Bellunesi, da Passo Duran a Passo Valles, Forcella Staulanza, il trentino Passo Rolle e il feltrino e tradizionale Passo Croce d’Aune (ultima asperità).
Alla gran fondo di Feltre, una delle più prestigiose d’Italia, sono già iscritti circa 2.000 granfondisti da tutta la penisola, ma anche dalla Gran Bretagna, Spagna, Australia, Germania, Danimarca, Belgio, Stati Uniti. Per loro il comitato organizzatore ha spostato il ristoro di Caprile a Falcade, per dare un supporto migliore a chi si appresta ad affrontare il terribile e lunghissimo Valles.
E’ attiva anche la nuova piattaforma del sito www.gfsportful.it, in cui è presente anche un blog in cui tutti gli appassionati potranno dire la loro. Un sito che sta sfiorando la quota record di 100.000 visite registrate nell’arco del 2011. E vola anche il gruppo facebook che conta circa 1.500 amici e punta a raddoppiare almeno gli amici iscritti, creando una bacheca virtuale in cui discutere e confrontarsi sulla gran fondo feltrina.

Le iscrizioni alla gran fondo di Feltre si chiuderanno il 4 giugno. Dal 1 gennaio aumenterà anche la quota di iscrizione alla 24 ore di Feltre Castelli24h in calendario l’8 e 9 giugno. Sono già una cinquantina le squadre iscritte, tornerà anche il team di scozzesi, entusiasti del loro esordio di quest’anno.

dal corriere delle alpi del 28 dicembre 2011


Iscritto giusto stamattina.

La gf fa parte del campionato ANIAC. Per gli iscritti all'associazione è stata garantito dall'organizzatore Piol la prima griglia per tutti ... anche se io non ne avevo bisogno.

martedì 13 dicembre 2011

gf prosecco cycling classic 2012

DSC_0071Anche se mancano molti mesi alla gf prosecco classic di Valdobbiadene(TV),  già trapelano le prime fondate indiscrezioni sulla nuova formula scelta dal patron Massimo Stefani.
L’idea del deus ex machina della manifestazione, è di dare alla gf un taglio per lo più cicloturistico, badando più alla promozione del territorio e dei prodotti locali, il vino prosecco in particolare, più che al riscontro agonistico, cosa del resto che Stefani non ha mai tenuto nascosto.
La nuova idea di granfondo ago-amichevole non è comunque una novità. Già l'anno scorso la gf Pinarello ha percorso questa strada, anche se con risultati numerici in termini di iscrizioni non certo esaltanti, tant'è che gli organizzatori hanno ben presto pensato di ritornare alle origini.

Ma evidentemente questa nuova filosofia di granfondo sembra piacere agli addetti ai lavori, visto e considerato che anche una gf storica come la Fausto Coppi da quest'anno seguirà questo filone. E a ben pensare non si può certo dare torto agli organizzatori, visto e assodato che non sono certo i 200 scalmanati agonisti che portano risorse economiche/turistiche alla gf e in senso lato al territorio!!! Comunque attendiamo e vediamo se alla fine questi "rivoluzionari" avranno ragione!!!
Ma quali sono le modifiche apportate alla prosecco 2012.
A parte la data, confermatissima la prima domenica di ottobre, il 7, in primis c'è l’allargamento della griglia gold, a cui avranno accesso non solo i vips, ma anche coloro che hanno intenzione di sborsare la -modica- cifra di 250 euro. Questi pochi fortunati per un giorno verranno trattati come dei vips, con accesso ad area riservata incluso. Tra l’altro, aggiungo io, incredibilmente,  sembrerebbe che le richieste per entrare in questa ristretta cerchia di elite, siano già tantissime.
Oltre a questa griglia da paperoni ci sarà un unica griglia del tipo chi prima arriva al mattino prima alloggia. Tenete conto che la Prosecco fa più di 3000 iscritti.
Il cronometraggio, non poteva essere altrimenti, sarà real-time.

mercoledì 16 novembre 2011

Criterium leon d'oro 2012

Non si fa neanche in tempo a concludere la stagione in corso, che a conferma di quanto siamo ammalati noi ciclisti, già pensiamo a programmare e quindi analizzare le novità offerte dal mondo granfondistico per il nuovo anno.
Parliamo così dell'edizione 2012 del criterium leon d'oro, giunto già al 5° anno e che è stato presentato in occasione delle premiazioni dei vincitori edizione 2011, avvenute sabato scorso a Creazzo(VI).
Ecco il nuovo calendario:
  1. Granfondo Città di Vicenza (VI) 22 Aprile
  2. Granfondo corsa per Haiti (UD) 06 Maggio
  3. Granfondo Bellunese Ridley (BL) 08 Luglio
  4. Granfondo Charly Gaul (TN) 22 Luglio
  5. Granfondo Citta di Pordenone (PN) 29 Luglio

Rispetto il circuito 2011, è stata anticipata di una ventina di giorni la data della gf di Vicenza, oltre che rimodellata nel percorso, con l'idea, come annunciato dallo stesso organizzatore della manifestazione l'avv. Bortolozzo, di evitare, visto il periodo di svolgimento, il raggiungimento di quote altimetriche troppo elevate.
Posticipata di un mese, invece, la gf di Pordenone.
Ma a parte lo spostamento di alcune date, la novità più importante del nuovo circuito è sicuramente l'esclusione della "facile" gf Blubike Colli Euganei con la più tosta gf Bellunese, tra l'altro l'anno scorso, quest'ultima, è stata flagellata dal maltempo.

martedì 15 novembre 2011

gare 2011

Con l'uscita di domenica 13 novembre si è chiusa la mia stagione 2011.
Inizio con il botto il 1 maggio alla gf corsa per Haiti, per poi ripetermi il 15 maggio alla Vernaccia. Due su due quindi .... si ... ma cadute!!!!
Poi quasi ogni domenica una gf fino alla C.Gaul il 31/07 dove ho chiuso la prima parte di stagione.
Reinizio con le gare udace dopo ben 40 giorni ed è subito il botto a Rossano V., questa volta però è il rumore dello stappo del magnum per festeggiare la vittoria. Poi un susseguirsi di piazzamenti senza fine, mai fuori dai 7, anche al mio debutto con le ruote grasse.
Che dire stagione fantastica, speriamo ripetibile!!!!
Pallottoliere alla mano dal 1 maggio al 30 ottobre 20 corse per circa 1700km.

lunedì 10 ottobre 2011

gf MTB: Su e zo per i fossi

i camp.Italiano ingegneri architetti22°ass. 3°M2 CAMPIONE ITALIANO INGEGNERI
PREMIATO

Per essere la gf “su e zo per i fossi” di domenica 9 ottobre, la prima gara in MTB, ottengo una prestazione più che dignitosa: 22° ass. e 3° di cat nonostante una caduta  nei primi km che mi ha costretto a spendere energie preziose che potevano diventare buone: per agganciarmi al gruppetto davanti, giocarmi una posizione tra i 10 e 15 ass e magari tentare il colpaccio per la vittoria di cat. 
Sono comunque soddisfatto di essere giunto al traguardo a pochi secondi da biker di rango come Bruschi e Braidot.
La prova era valida anche come 1° campionato italiano ingegneri architetti di MTB, dove ho vinto l’assoluto.

sabato 8 ottobre 2011

gf prosecco cycling classic 2011

DSC_02919°ass 2°M2 PREMIATO

Domenica 2 ottobre tra le colline di Valdobbiadene si è corsa la gf cycling classic. Un po' la "classica delle foglie morte" visto che almeno in Veneto rappresenta l'ultima gf stagionale.
Supportato da un ottima condizione sia fisica che psicologica (vittorie e numerosi piazzamenti) a questa classica tenevo a ben figurare.

LA CRONACA 
Si parte subito in salita verso il Combai ad andatura decisamente sostenuta, a mio avviso sicuramente molto più forte rispetto lo scorso anno, dimostrazione ne è lo sparpaglio allo scollinamento. Per qiuanto mi riguarda cerco di gestirmi non dando tutto nella prima parte di salita in modo d'avere ancora benzina nel serbatoio nell'ultimo tratto in falsopiano. Come anticipato la selezione è stata evidente, anche se nella successiva discesa in molti ci ricompattiamo con i primissimi.

Alla rampa di La Bella siamo una cinquantina. Davanti c'è subito forcing e fatico a rimanere agganciato, ma non posso staccarmi, per esperienza  sono consapevole che la gara si decide in questo tratto vallonato (più su che giù) di una decina di km che si conclude con lo scollinamento a Zuel di Là. Il mio resistere però, è in parte vanificato da una caduta lungo i saliscendi che portano ai piedi dello strappo decisivo, che anche se mi coinvolge solo parzialmente, brusca frenata, mi fa perdere quel centinaio di metri che recupero con estrema difficoltà e che mi fa giungere ai piedi della salita di Zuel di Là (1 km al 10%) già con il cuore fuorigiri. Proprio non ci voleva questo incoveniente, come non ci voleva che Cunico, vincitore poi del lungo, decidesse di rompere (gli indugi): ma non potevi aspettare ... con tutte le rampe che ci sono dopo...?! Fatico come una bestia mentre osservo i primissimi che se ne vanno. Finalmente scollino, penso, finalmente un po' di riposo, macchè! Affronto i successivi interminabili saliscendi al limite della sopportazione del dolore umano, agganciato per un filo sottilissimo. 

Giunti in pianura ci ricompattiamo in parecchi e affrontiamo i km che ci separano dalla successiva salita ad andatura veramente elevata. Inizia la salita, neanche a dirlo anche se corta (un paio di km) veramente arcigna, dove devo ancora una volta sputare sangue per rimanere agganciato.

Arriva il bivio dei due percorsi, segnalato da un altoparlante, ma che nella foga della corsa proprio non riesco a capire quello che dice, tant'è che erroneamente giro per il lungo e così per riagganciarmi devo fare una sparata a tutta tipo gara i circuito. Per il corto giriamo una decina, mentre davanti sono appena in 5. 

Ancora una quindicina di km in pianura tra cui un paio in sterrato (novità di quest'anno) dove la paura più grande è quello di bucare, affrontati a buona andatura e con un discreto accordo, anche se non manca qualcuno che tenta di fare il furbo, ma più per la stanchezza che per un reale progetto tattico. Giunti a Colle S.Martino giriamo a destra, e affontiamo una salitella prima al 3, 4 % poi decisamente più impegnativa che porta fino a Guia, dove un paio di avversari, timidamente, cercano di fare la differenza, ma al ci ricolo scollinamento ci ricompattiamo e così tutti in gruppo affrontiamo i saliscendi che portano al traguardo di Piazza Marconi a Valdobbiadene.

Fino a questo punto, la mia giornata non è certo stata facile, costringendomi sempre a stare sulla diffensiva, anche se da vero velocista (quale non sono), al momento della volata sento una buona gamba che mi da una certa fiducia per il non facile sprint finale (la strada sale sempre un po' di più fino al traguardo). Per non rischiare di venir chiuso, decido di affrettare i tempi e partire lungo, ma mi trovo davanti la moto-staffetta ferma, a fare cosa poi, non si sa ... così devo inchiodare di brutto e praticamente da ultimo ripartire per una nuova volata. Ma nonostante questa disavventura non demordo e recupero alla grande fino a risalire in quarta posizione del gruppetto.

Alla fine comunque sono soddisfatto del 9° ass. (era mio obiettivo stagionale piazzarmi nella top-ten in una gf) e 2° di cat. Tra l'altro l'organizzazione ha deciso di stilare le cat. in base al tempo reale, soluzione che non mi trova del tutto daccordo: il percorso non è cosi selettivo come ad esempio una maratona delle dolomiti, dove ognuno alla fine va con il proprio passo.

Classifica real time stravolta: il primo di cat. è passato terzo, mentre il terzo è passato primo, io in entrambe, secondo. Piazzamento che mi lascia un po' di amaro in bocca, dato che non ho potuto giocare a pieno le mie carte. Ma evidentemente ultimamente sono colpito da una strana sindrome tipo quella di Paperino o se preferite di Fantozzi, ogni volta me ne capita una!!! Speriamo presto di trasformarmi in paperinik!!!

Clicca sull’immagine in alto per le foto.

sabato 6 agosto 2011

L’analisi: gf Charly Gaul 2011


Totale Quota [m] FC [bpm] Temp [°C]
Ora: 04:49:21 
Distanza: 137.72 km
Aum. di quota: 3,653 m
Calorie: 2,493 kcal
Temper med: 26.1°C
TimeMoving.: 04:48:05
Avg speed: 28.6
AvgMovingSpeed:28.7
Velocità max: 88.7
Aumento: 3,653
Perdita: 2,198
min: 180
max: 1,654
FC Media: 147
FC max: 168
Z1 58%FCM 17,09km 21:56(7,6%)
Z2 73%FCM 49,49km 1:09:39(24,1%)
Z3 85%FCM 34,44km 1:03:42(22,0%)
Z4 92%FCM 36,68km 2:13:30(46,1%)
Z5
Tmed: 26.1
Tmin: 17.0
Tmax: 34.0

lunedì 1 agosto 2011

gara: gf Charly Gaul 2011

Gf che molto mi spaventava alla vigilia con i suoi 3600m di dislivello e  144km, due volte il Bondone da salire, salite non facili di oltre 20km.
Mi sveglio di buon ora alle 4.30, solita colazione pro-fat, per essere pronto all'appuntamento con il Cugno alle 5. Ovvio che a quell’ora il traffico è inesistenze e cosi alle 6.30 siamo già a Trento per il ritiro pacco gara. Numeri altissimi e quindi partenza nelle retrovie, per me 3° griglia dal 700 al 1200, il Cugno iscritto dell’ultima ora addirittura nella quarta e ultima griglia.

Ci prepariamo con calma ma non troppa, così all'apertura delle griglie prevista per le 7.30 ma avvenuta con qlc minuto di ritardo, siamo già li ad attendere in prima linea. Tra l'altro nell'attesa scorgo confuso tra gli addetti con il suo bel addome prominente, l’ex buon prof Mariano Piccoli, trentino doc, maglia verde e ciclamino al giro d'Italia una decina di stagione fa o forse qualcuna in più.
Mi posiziono in prima fila, parcheggio la bici sulla transenna e mi concedo una sosta al bar per un caffè e altro .... dove trovo anche Cunico, rimesso a nuovo e tiratissimo come non mai nonostante la rottura del femore di metà maggio; tra l’altro mi invita a fargli da gregario al Giro del Trentino di metà agosto, non ricordardando, forse, che quando mi va bene (come ieri) al traguardo mi rifila soltanto una ventina di minuti.
In attesa del via, dato con qualche minuto di ritardo per esigenze televisive, diretta di 3 ore su raisport2, lo speaker inizia le interviste di rito ai molti “vip” presenti. Dell’universo delle due ruote due ex campioni anche loro visibilmente ingrassati (....aridaje!!!): Claudio Chiappucci e naturalmente Gibo Simoni che in quanto facente parte dello staff organizzativo non poteva certo mancare. Tra il gruppo anche molti altri big di altre discipline sportive: Kristian Ghedina e gli olimpionici Cristian Zorzi, Antonio Rossi, Jury Chechi e Stefano Baldini.
Finalmente ordinatamente (o quasi) dietro macchina si parte ... usciamo dal centro storico di Trento in direzione nord, dirigendoci verso la piana Rotaliana ... cerco subito di guadagnare posizioni, ma tra le viuzze della città non è semplice districarsi ... con un po' di fortuna riesco comunque a trovare lo spiraglio giusto passando sul marciapiede e in un batter di ciglia mi ritrovo inaspettatamente davanti.
L’auto apri pista ci lascia e iniziano le danze: l'andatura del gruppo si fa iper-veloce e credetemi che tra curve secche e rotonde non è un bel andare, il rischio di incappare in qualche caduta è sempre altissimo ... davanti ne ho assistite ad un paio che fortunosamente sono riuscito a schivare. Dopo 50km di -agilizzazione- siamo di nuovo a Trento, guardo il computerino e segna 1h e qualche minuto, il che significa media prossima ai 50km/h!
Finalmente si scende verso Aldeno dove inizia la prima scalata al Monte Bondone: primi 3 km fino a una galleria tosti, sempre sopra al 10%, poi la pendenza cala decisamente culminando in un lungo falsopiano all’altezza di Garniga Terme, siamo circa a metà scalata. Poi ci si immerge nel bosco, la strada si restringe e le pendenze rimangono costantemente sul 10% fino all'uscita dal bosco a circa 2 km ai 1563m di Viote.
Inizio la salita non proprio nelle primissime posizioni, ma quel che più al momento conta è che sento delle ottime sensazioni, nonostante ciò preferisco comunque salire con riserva dando sempre un occhiata al cardio (range stabilito tra i 160-165bpm) per non rischiare di esplodere. Davanti come al solito tutti partono a bomba; ma a parte i primisssimi, gli altri non guadagnano più di tanto, anzi come mi aspettavo dopo un paio di km di pendenze severe inesorabilmente le distanze si accorciano e già prima della galleria raggiungo gli avversari che alla vigilia avevo cerchiato in rosso. Mi metto in posizione di controllo nelle prime posizioni del gruppetto, che man mano che si sale continua a perdere pezzi ... percepisco che potrei accelerare quando voglio, ma la scalata è lunga e l'andatura non è poi così malaccio visto che continuiamo ad accorciare su quelli che ci precedono.
Concludiamo la prima parte di scalata ed inizia il falsopiano dove scorgiamo un gruppettino che naturalmente non possiamo non mettere nel mirino ... l'andatura cambia bruscamente e in poche pedalate ci portiamo sotto. Passiamo un cartello che indica 12km al Monte Bondone, tanti, ma io sono super concentrato e motivato e la segnalazione certo non mi scoraggia, anzi, al contrario mi da ulteriore forza: penso che più è lunga e più avvanzerò!!!! Alla ruota di un energumeno con gambe da palestrato, continuiamo a risalire posizioni, ma ai -5 km ha un improvviso cedimento e così decido di rompere definitivamente gli indugi e salire con il mio passo ... subito mi avvantaggio su gli altri e come Pantani ai tempi d'oro recupero facilmente altri corridori.
Alla deviazione medio-lungo siamo in 4 e tutti vai a capire il perchè optiamo per la soluzione più difficile. Inizia la discesa, amplissima e bellissima, difficoltà pari allo zero assoluto, dove veniamo raggiunti da un drappello di 7 corridori ... inizialmente ciò un po’ mi scoccia, ma con il senno di poi devo dire che è stato un vantaggio: prima di affrontare nuovamente il Bondone via Cadine ci sono ancora una trentina di km, suggestivi quanto si vuole (Valle dei Laghi), ma decisamente tosti, con alcuni strappi in particolare l’ultimo con pendenze a due cifre che mi hanno fatto soffrire non poco. Proseguiamo con buona andatura nonostante che un po' tutti cerchino di centellinare le forze, alcuni proprio palesemente.
Arriviamo finalmente a Cadine dove inizia la seconda scalata al Bondone, questa volta dal versante Candriai – Vason. Uno rompe subito gli indugi e se ne va con un rapportino da far invidia ad Armstrong, altri 3 riesco a tenerli sempre a vista, il resto sembra abbiano tirato definitivamente i remi in barca. La scalata è lunga e raramente la pendenze lasciano respiro, così per quanto possibile cerco di gestirmi senza fare inutili fuori giri per rincorrere uno o l’altro. Mi aggancio ad un ottima ruota che di rapporto fa un andatura decisamente buona e che mi scorta fino a Candriai ovvero più o meno a metà salita, dove ci raggiunge Armstrong 2, che frullando a mille sui pedali riesce a fare una velocità decisamente superiore. Sposto così la mia attenzione su quest’ultimo, lo tengo fino ai -4 km dalla vetta, poi lo lascio andare, non perchè fossi in crisi ma lui andava decisamente di più ... ciò nonostante mantengo una velocità ampiamente sufficiente per raggiungere qualche superstite che nel loro calvario cercano oramai solo di trascinare la bici al di la dell'ultimo tapettino. Passo il cartello dei -3 km, ma la gioia di ciò è ampiamente compensata dalle pendenze che non danno tregua, comunque mi aiuta a non demordere il fatto di aver messo un paio di avversari nel mirino ... qualcosina di metro in metro riesco a guadagnare su di loro, ma evidentemente siamo tutti e tre con le stesse forze e cosi mi devo accontentare ... anche se probabilmente con altri 200mt di salita almeno uno avrei potuto beffarlo!!!
Ma va bene così, ottime sensazioni e risultato, 35°, che con una start list di questo livello mi soddisfa. Anche il mio crono 4:51 è decisamente buono, in considerazione anche del fatto, che i tempi si sono dilatati  di parecchio rispetto l'edizione 2010, evidentemente il percorso è stato allungato di più di un paio di km oppure è stato modificato il tratto tra le due scalate. A conferma di ciò basta considerare che a parte il vincitore Cavalli che ha impiegato 4:23, più o meno il tempo di Becconcini dell’anno scorso, solo 48 sono rientrati nelle 5 ore, mentre nel 2010 ben 82!. La prima delle donne, la Rinaldi ha impiegato 5:05 (55°ass.), la Baldini seconda al traguardo addirittura in 5:13 (85°ass.). Nel 2010, Luperini 4:51 (46°ass.), terza la Baldini con 5:00 (79°ass.).
Ricarico carbo, anche se non fatta a puntino come si dovrebbe, ha dato i suoi frutti ... in gara ho comunque sempre mangiucchiato: 3 barrette (una mezz’ora prima di partire, un’altra dopo un ora, l’ultima prima della scalata finale) , 3 gel, l’ultimo di soli zuccheri nella salita conclusiva, più un paio di bicchieri di coca ai ristori.
Organizzazione ottima, ben 11 ristori sparsi nel lungo, strade presidiate, tifo da stadio in alcuni punti del percorso. Ottima anche la location del Monte Bondone: ampi gli spazi, ma tutto a portata di  mano, anche se il ritorno a Trento con mezzi propri può creare qualche disagio, specie con meteo dispettoso, non è comunque il caso di ieri.
Vari i “vip” che ho incontrato all’arrivo: alle docce mi ritrovo davanti Riccardo Riccò (sembra un ragazzino), poi avvisto anche il Diablo Chiappucci a cui non potevo fare a meno di stringere la mano e congratularmi con lui per la sua ottima carriera e soprattutto per il suo modo di correre sempre allo sbaraglio. Lui apprezza annuendo con la testa e rilancia con una battuta che la dice lunga sul suo temperamento agonistico: - pensa che ho vinto una S.Sebastian anch’io –.

lunedì 27 giugno 2011

gara: GF città di Pordenone 2011

155k  disl 2.500  4.58.53
14°ass. 6 sen

Settimana in cui mi sentivo particolarmente stanco nelle varie uscite: mercoledi salita Milies, giovedi mini uscita, sabato pregara ancora con sensazioni pessime e con divagazione a Montebelluna per vedere l'allestimento per i mondiali di MTB di ieri.

Nottata tranquilla in cui ho dormito bene, anche se mi risveglio particolarmente svogliato. Alle 5.30 esco dall'uscio di casa:  il cielo è limpidissimo e non fa per niente caldo, il termometro dell'auto indica 13°C. Il traffico è inesistente e così alle 6.45 ho già l'auto parcheggiata difronte la palestra di Pordenone, in una posizione logisticamente ottima: a due passi dal ritiro pacchi gara, dal pasta party, dalla partenza e dalle docce con relativo bagno, cosa quest'ultima non affatto da trascurare, per non affannarsi in laboriose ricerche di posti appartati.
Guardandomi attorno noto come il gadget maglietta sportful va alla grande, come del resto felpa blu Haiti, anche se un po' meno visto la mattinata fresca ma non freschissima.
Entro in zona ritiro pacchi gara dove leggo la notizia che la partenza è stata posticipata di 30min: quindi 8.30 per il lungo ... ovvi i commenti miei e altrui, del tipo: -se lo sapevo prima avrei potuto dormire mezz'ora in più-. La prendo con filosofia: ho tutto il tempo per prepararmi con estrema calma, tant'è che arrivato alle griglie, la zona è ancora deserta o quasi, non ci sono nemmeno i tappettini del controllo chip. Così, per una ventina di minuti vado a zonzo per il centro di Pordenone a mo' di bradipo, con sensazioni del tipo: che ci faccio qua! Anche se a dire il vero, un po di preoccupazione per la gara c'era, essenzialmente per due motivi:
1. affrontare 155k (poi invece abbondantemente sopra i 160k) con salita Pala Balzana dopo 100k e Piancavallo (salita di 15k) dopo 120 k, memore della batosta crampi di domenica scorsa alla Sportful.
2. affrontare le pendenze estreme dello strappo di Casiacco con il 38x25.

Finalmente le griglie sono pronte e con 15min di ritardo (quindi 8.45) finalmente si parte!
Andatura nei primi 10k controllata dietro macchina, poi una volta sullo stradone aprono le gabbie. Più che una GF la gara assume le sembianze di corsa in circuito con scatti e controscatti. Protagonisti sempre gli stessi team evidentemente decisi a fare la corsa: Spezzotto, Chiarcosso, RDZ, un tentativo anche del Maggi Miorin (l'unico vero big della gf e quindi favorito numero uno). All'ennesimo va via un gruppetto ristretto, manca solo il team Spezzotto, e così Simioni, vincitore del medio nella scorsa edizione, non si fa pregare e parte. In quel momento mi trovo nelle primissime posizioni e: - non so perchè, perchè , non so per come (Giovanotti), mi accodo e con un paio di cambi li raggiungiamo.

La fuga è quella buona. Siamo in 9, poi dopo qlc km in 8 causa ritmo troppo elevato. Il gruppetto è ben assortito, quattro a vedere il fisico grandi passistoni tra cui due sloveni e un latino con accento spagnolo, gli altri più scalatori. Mi giro solo paio di volte e mi accorco che nel lungo e dritto stradone abbiamo guadagnato un enormità. Continuamente siamo seguiti da fotografo e telecamera di telepordenone, mentre addetto ragguaglia il traguardo della situazione in corsa scandendo i numeri dei fuggitivi: belle sensazioni a cui evidentemente non sono abituato.

Finalmente lasciamo lo stradone ed iniziamo i saliscendi. Affrontiamo qlc bel strappo, dove alcuni nel gruppetto già arrancano, comunque semplice camomilla a confronto dello stappo di Casiacco: quasi 2km, con prima rampa dura e dopo una curva a sinistra un'altra ancora più dura! Il gruppetto come è ovvio si sfalda. Da parte mia cerco di salire senza esagerare, anche se il rapporto è troppo duro e il passo è alla robocop. Comunque riprendo il latino, esploso come una bomba! anche se nell'ultima rampa ho un attimo di difficoltà e vengo ripreso da Miorin (noto che non era in fuga con noi).

Iniziano una serie di saliscendi dove Miorin li affronta con apparente facilità e scioltezza, non per niente è stato prof, dove riprendiamo un avversario. Poi una discesa tecnica, dove ho qlc difficoltà a tenergli la ruota, tant'è che giungo a valle un po' staccato. Il prof si gira, vede che ha un po' di vantaggio, ma lui ha altri obiettivi, è deciso a chiudere sui primi e quindi rilancia subito l'azione. In quel momento capisco che rischiavo di venir tagliato fuori dalla corsa e faccio un fuori giri non indifferente per chiudere. Ci riprende un'altro, siamo in tre con i primi tre a visti, due cambi e non ci mettiamo un granchè a riprenderli. Ora davanti siamo in 6. 

Teniamo un andatura regolare senza strafare. Dopo un bel po di km ci giunge notizia che dietro stanno rientrando in una trentina, cosi una volta a vista decidiamo di rialzarsi.

Morale della favola: 95 k di fuga con un pugno di mosche in mano e con le due salite principali da affrontare. Poco dopo iniziano i primi strappetti che portano a Pala Balzana. Davanti i soliti non ci pensano due volte e rilanciano l'azione. La strada si fa più impegnativa nei pressi di una lunga galleria, dove nonostante la fuga sento che la gamba gira abbastanza bene, poi un falsopiano e inizia la salita vera (che già conosco perchè la prima del corto dello scorso anno). L'andatura si alza e il gruppo si sgretola, tengo le prime posizioni non senza faticare ma ben attento a non reagire agli allunghi altrui. Poi molla un pochino per riprendere con pendenze più modeste. Fatico sempre di più a rimanere nella mischia e cedo qlc metro prima nell'ultimo km dove le pendenze si inaspriscono nuovamente.

Inizia una discesa difficile, curva e controcurva con fondo sconnesso e granuloso, tipico di queste strade, che mi mette un po' di ansia: ricordate la scivolata alla corsa per haiti? comunque mi riaggancio e a valle rimaniamo un gruppetto di 7,8.
Bene sono nel gruppetto che si giocano le prime 10 posizioni!!

Si stenta a collaborare, così decido di dare l'esempio mettendomi in testa. La cosa sembra funzionare e infatti iniziamo a darci cambi regolari. Affrontiamo 5,6 km con strada per lo più in discesa e giunti a Barcis giriamo a sinistra, passiamo un ponte sopra l'anonimo lago e iniziamo i 15 km di salita che portano a Piancavallo.
I primi km sono i più impegnativi. Inizio a fare l'elastico, mi stacco sul duro e mi riaggancio quando le pendenze calano. Ma davanti tengono un uno all'ora di troppo e per non rischiare di andare alla deriva mi stacco definitivamente, perdo leggermente ma costantemente. A metà salita mi volto e vedo che un avversario si rifà sotto, decido quindi di aspettarlo e sfruttare la sua ruota. Negli ultimi 5, 6 km le pendenze calano decisamente. Il mio avversario, di squadra romagnola, tiene un buon passo, tant'è che raggiungiamo anche un paio di ciclisti scoppiati. Non conosco la salita e tradito dalla vista dalla cima sempre più bassa mi avvento a dare qlc cambio a buon ritmo pensando sempre che ormai sia finita. Arriviamo in un grande piazzale dove c'è il ristoro, prendo una bottiglietta d'acqua che ben presto finisco (ieri faceva particolarmente caldo). Penso inizi la discesa e invece la strada sale ancora per un km. Finalmente scolliniamo, in 3 forse 4, non lo so perchè non mi son voltato. Discesa impegnativa nella prima parte, dove fatico a tener la ruota del romagnolo, poi la strada si fa larghissima e bellissima dove raggiungo quasi i 90 km/h! ... cerco di scendere il più forte possibile per recuperare il gap con il gruppetto davanti.Giunti a valle da bravo cittadino prendo un incrocio per il verso giusto, il mio compagno taglia e nel successivo strappetto di 500m sono costretto a recuperare.

A fine discesa la situazione è questa: il romagnolo a 150 mt, gli altri 1/2 con cui siamo scollinati dispersi, in fondo un gruppetto di 6 in vista (circa 1 minuto) e quello che mi preoccupa di più un malefico crampo che per fortuna poi non mi da più fastidio. Prima dello scollinamento raggiungo il romagnolo. Passiamo un cartello che indica 25 km all'arrivo, tutta pianura, le gambe sono affaticate, borraccie entrambe vuote. Fortuna vuole che l'amico romagnolo ha una gran gamba e da delle lunghe trainate, io un po' meno ma comunque cerco di dare il mio contributo. A un paio di km dall'arrivo scopro che è un veterano, io senior. Nel rettilineo d'arrivo gli dico "vai" lui mi alza il pollice e come tra gentil uomini non c'è volata e lo lascio passare per primo.

Al traguardo poco più di un minuto dal gruppetto che si è giocato 8° posto, segno che in piana abbiamo menato. Un vero peccato!
Abbastanza soddisfatto visto la lunga fuga e ciò nonostante per come ho tenuto nella salite successive, sono certo che con una corsa più a risparmio avrei potuto rimanere nel gruppetto davanti.
Prossimo obiettivo giungere nella top ten in una gf.

bye

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